NUOVO ANNO

La preghiera di Tommaso Moro.

Al funerale di mia madre, morta nel 1992, lessi la preghiera che lei amava più di ogni altra e teneva sul suo comodino. Oggi l’ho ritrovata in un saggio del teologo Bruno Forte. È una preghiera scritta da Tommaso Moro, il cancelliere d’Inghilterra condannato a morte da Enrico VIII perché non aveva voluto cedere ai compromessi morali, alle sopraffazioni e alle lusinghe del sovrano. Scritta oltre cinquecento anni fa nella sua profonda semplicità vale in tutte le epoche.«Signore», scrive Tommaso Moro, «donami una buona digestione e anche qualcosa da digerire. Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla. Donami un’anima semplice che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono e non si spaventi alla vista del male, ma piuttosto trovi sempre modo di rimettere le cose a posto. Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti e non permettere che mi crucci eccessivamente per quella cosa ingombrante che si chiama "io". Dammi, Signore, il senso del buon umore. Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire nella vita un po’ di gioia e farne partecipi gli altri». La propongo ai miei concittadini come augurio per il nuovo anno che si sta per affacciare.Guariente Guarienti VERONA

la lettera è stata pubblicata nella sez.lettere de  l’Arena  del 29/12/2016