Esperienza di un viaggio in Palestina

Mercoledì 23 Giugno , nell’ambito delle attività dell’associazione “Anziano & Quartiere” di Borgo Trento, abbiamo avuto il piacere di incontrare Lidia e Fausto Valensisi, amici da lungo tempo.
Ci hanno raccontato la loro esperienza di un viaggio in Palestina con l’aiuto di diapositive scattate da loro stessi. Immagini e narrazione che ci hanno colpito.
Purtroppo il tempo, sempre tiranno, non ha permesso un’esposizione esaustiva.
Tra gli interventi segnaliamo il disagio espresso da una Signora presente, che ha considerato di parte la trattazione.
Per questo riteniamo opportuno riprendere l’argomento, pubblicando le precisazioni di Lidia e Fausto.
Crediamo che il confronto sia davvero utile a riflessioni personali su un problema tanto grave e importante, senza avere la pretesa di trattazioni esaurienti o verità assolute.
Grazie davvero agli amici Valensisi e a tutti coloro che hanno contribuito alla discussione
Di seguito troverete le precisazioni suddette e la bibliografia da loro suggerita.

In merito alla presentazione del nostro viaggio in Palestina ed alle domande suscitate, ci sembra d’obbligo fornire risposte e precisazioni.

• Il viaggio a cui abbiamo partecipato, organizzato dal Tavolo della Pace e dagli Enti Locali per la Pace, prevedeva incontri comuni per l’intero gruppo di 400 persone, consentendo però incontri autonomi a sottogruppi minori.

• Quanto abbiamo descritto nel racconto del nostro viaggio in Palestina è il resoconto di ciò che noi abbiamo visto, di ciò che ci è stato narrato ed abbiamo annotato.

• Non abbiamo – per ragioni di tempo – raccontato tutto ciò che abbiamo visto, vissuto emotivamente o sperimentato, né abbiamo avuto la pretesa di essere esaustivi.

• Il racconto del nostro viaggio intendeva descrivere ciò che abbiamo visto: le difficoltà della vita dei palestinesi che vivono nei cosiddetti “territori occupati”, cioè nelle terre che essi o i loro avi abitavano precedentemente alla costituzione dello stato di Israele e prima della guerra dei 6 giorni del 1967. Lo stato di Israele è uno stato autonomo sorto per volontà delle Nazioni Unite con confini ben determinati; la guerra dei sei giorni ha come effetto appunto l’occupazione militare di terre palestinesi, dalle quali la risoluzione 242 dell’Onu del 1967 impone (inutilmente) ad Israele di ritirarsi, stabilendo che l’occupazione israeliana della Palestina è illegale.

• L’ottica del nostro racconto era di suscitare considerazioni riguardanti l’indispensabile necessità di ricercare politiche di pace da parte dei due popoli con desistenza da azioni belliche e pre-belliche, utili solo a perpetuare uno stato di continua tensione con morti e feriti in numero intollerabile. Le guerre tra Israele e i paesi arabi confinanti, del 1948 al 1973, hanno causato la morte di circa 100mila persone. La prima Intifada, dal 1987 al 1992, ha causato la morte di 2 mila persone, in massima parte palestinesi. Dall’inizio della seconda Intifada (settembre 2000) al 20 giugno 2007, hanno perso la vita 4626 palestinesi e 1050 israeliani. Almeno 214 palestinesi sono morti negli scontri tra le milizie di Hamas e Fatah. Il bilancio della guerra nella Striscia di Gaza del dicembre2008/gennaio 2009 è di 1417 palestinesi morti e 11 vittime israeliane.

• Facciamo rilevare che, eccetto che per un gruppo che ha visitato la città israeliana di Sderòt bersaglio dei missili Kassam, nonostante gli sforzi sia dell’organizzazione che dei singoli gruppi partecipanti al viaggio, non siamo riusciti a trovare altri interlocutori israeliani che non appartenessero a gruppi di opposizione alla politica governativa, mirante ad una forte separazione fra i due popoli.

• L’intervento “non dilazionabile” che ha purtroppo interrotto la nostra esposizione, suscitando una intempestiva discussione, non ha permesso un’organica chiusura della descrizione del nostro viaggio, la quale, partendo dalla vita reale, vissuta da parte del popolo occupato (meno frequente – nella sua globalità – rispetto alla narrazione dei fatti e della logica dell’occupante), lasciava aperta la possibilità ad una discussione più organica e tranquilla, meno frammentata di quella verificatasi.

• Alleghiamo una bibliografia a supporto del nostro intervento.

BIBLIOGRAFIA SULLA PALESTINA

ILAN PAPE, La pulizia etnica della Palestina, Fazi Editore, 2008, euro 19
EYAL WEIZMAN, Architettura dell’occupazione, Bruno Mondadori Editore, 2009, euro 25
VITTORIO ARRIGONI, Gaza: Restiamo umani, Manifestolibri, 2009, euro 7
GIANLUCA SOLERA, Muri, lacrime e Za’tar Storie di vita e voci dalla Palestina, Nuova Dimensione, 2007, € 18
ISABELLA CAMERA D’AFFLITTO, Cento anni di cultura palestinese, Carocci, 2007, euro 22,60
PAOLA CARIDI, Hamas:che cos’è e cosa vuole il movimento radicale palestinese, Feltrinelli, 2009, euro 15
JEFF HALPER, Ostacoli alla pace, Una città editore, 2009, euro 12
NANDINO CAPOVILLA-BETTA TUSSET, Bocche scucite Voci dai Territori Occupati, Paoline, 2007, euro 10
NANDINO CAPOVILLA, Un parroco all’inferno, Paoline, 2009, euro 13
Fiori di pace, a cura di Amici di Fiori di Pace, 2009

Potete consultare i seguenti siti:
Aiuto Bambini Betlemme
Paxinrete

Si ricicla? Si riparte?

Si ricicla? può essere segno di risparmio, di rispetto, di creatività.

Si riparte?

Sono noti a tutti l’annuncio di prossimi sacrifici e la difficoltà della ripresa.

I primi sono già in fase di applicazione per buona parte dei cittadini, differenziandosi in rapporto all’età e alle condizioni sociali.

La seconda pone una domanda: se riusciamo a rilanciare il lavoro ma non consumiamo, perchè le risorse disponibili sono limitate e in previsione lo saranno di più, come si utilizza il prodotto della ripresa e si favorisce un circolo virtuoso?

Un ulteriore interrogativo: è proprio vero che i privilegi di cui godono molti sono una psico-ingiustizia? il frutto di un’invidia per i più fortunati o, si fa per dire, per i più meritevoli?

L’impressione è che i fatti reali vengano manipolati, omessi, nascosti, distorti; che la scelta dei problemi da risolvere obbedisca alla logica degli interessi di pochi, che le soluzioni siano frutto dell’emergenza e non in correlazione con scelte politiche largamente previdenti, avvenute nei tempi utili, sostenute dalla speranza e dal coraggio.

Un esempio: l’Europa ” obbliga  ” l’Italia ad elevare l’età pensionabile delle donne a 65 anni.

Non certamente da adesso.

Oltre che tentare di ottenere una proroga alla data dell’entrata in vigore della legge, quali provvedimenti sono stati presi o previsti per assicurare  condizioni di lavoro eguali a tutti i lavoratori, quali servizi per consentire di alleggerire nel quotidiano il carico di lavoro di norma a carico della donna?

L'Istat e i giovani

I dati appena resi noti dall’Istat lasciano poco spazio all’ottimismo.

Il tasso di occupazione complessivo è calato dell’1,2% nell’ultimo anno, mentre quello dei giovani tra i 15 e i 29 anni dell’8,2%, scendendo al 44%. Ma il dato più preoccupante va oltre la mera disoccupazione e riguarda i cosiddetti «neet», ovvero i giovani che non sono né occupati in un lavoro né inseriti in percorsi di studio o formazione («neither in employment, nor in education or training»). In Italia sono il 21,2% dei giovani tra i 15 e i 29 anni, in larga parte diplomati e laureati: proprio quelli sui quali dovrebbe poter contare un Paese per rilanciare la propria economia. Si tratta in totale di oltre due milioni di giovani che, semplicemente, non fanno niente. Aspettano

Apprendista p.c.: la mia esperienza

Con il proposito della buona volontà e dell’esercizio, senza attardarmi troppo sulle limitazioni anagrafiche, intuendo che il presente, il futuro, la mia partecipazione dipendono anche dall’utilizzo delle nuove tecnologie, mi sono decisa a “studiare”: sì ,il computer…

Una bella sfida: gestire il presente, leggere il futuro, le radici nel passato. E la paura: paura di rompere, l’incubo della scomparsa di ciò che stai vedendo e costruendo per un clic involontario; la preoccupazione di concedermi spese non necessarie.

Però…

 Ho cominciato a frequentare dei corsi, ho sfruttato i pc in disuso della famiglia e l’abilità dei figli. Mi sono appoggiata soprattutto agli amici più pazienti e disponibili, mi sono liberata della preoccupazione dei costi usufruendo di una promozione.

 Ora ho meno paura, non sono brava, sbaglio molto spesso, ma ricomincio. Se mi connetto, mi apro al quartiere, al mondo, mi racconto; se non so, come spesso accade, posso colmare immediatamente le lacune…con un clic.

 Un approccio interattivo che,inaspettatamente, trasforma il pc in un sistema informativo,culturale, emozionale senza dovere rinunciare ad essere in contatto con me stessa.

 Non potrò mai affermare “Digito, ergo sum” (A.Rezzo) ma sono consapevole che è utile uscire dalle “dimore familiari della mente” (V.Mancuso), che c’è il mondo fuori dal borgo e dalla città, che posso conoscerlo senza privarmi della gioia del rapporto umano costruito con gli incontri, le strette di mano, le chiacchiere, la confidenza. Senza rinunciare alla gioia di aprire il libro che vedo, tocco, leggo, che spesso mi porto appresso per avere la sua compagnia.

 L’uso del p.c. è soprattutto una bella opportunità.

un sondaggio

Rendo noti i risultati del sondaggio lanciato dal giornale “L’Arena” l’11/05/2009: “Cosa pensi dell’ordinanza del sindaco che vieta di suonare strumenti negli spazi aperti? ”

Il 72% risponde che è eccessiva perchè penalizza soprattutto i giovani

Il 28 % che è giusta perchè tutela i residenti

Limiti in biclcletta

Al ciclista, in possesso della patente di guida, trovato positivo al test dell’alcool o che infrange il codice della strada, verranno decurtati dei punti dalla patente.Nessuna pena per i non patentati.

Una norma prevista dal nuovo regolamento sulla sicurezza

una parola inglese ogni 98 minuti

 

RICHARD NEWBURY Il Global Language Monitor, che ha sede in Texas, ha registrato la milionesima parola inglese. Secondo i criteri richiesti, la parola è stata usata in libri o su Internet almeno 25 mila volte. Il professor David Crystal, un’autorità linguistica nel mondo anglosassone (autore di Global English e English and the Internet) è invece certo che il traguardo è stato raggiunto già anni fa. A dire il vero, ogni 98 minuti viene inventata una nuova parola inglese.

L’Oxford English Dictionary ha soltanto 615.100 parole, illustrate da 2.436.600 citazioni, dalla prima volta che è stata usata ai cambiamenti di senso, dato che l’inglese da sempre prende una parola e ne adatta il senso, un po’ come la Common Law o la Costituzione americana con i loro casi giuridici. Gli Stati Uniti usano ancora oggi casi giuridici antecedenti al 1776, data dell’indipendenza americana.

E una semplice parola anglosassone come «set» ha 460 usi diversi. La milionesima parola viene invece da Internet.

Niente panico, se dovete imparare l’inglese. La maggior parte di chi parla la madrelingua se la cava con 14 mila parole e solo i più colti arrivano a usarne 50-70 mila. Ed è possibile comunicare in inglese con 400 parole e 40 verbi. E, come sottolinea il professor Crystal, anche il predominio dell’inglese in Internet è declinato dall’80 per cento di qualche anno fa al 65 per cento di oggi, mentre le lingue usate in Rete sono salite a 1500.rnet, che, assieme all’Asia, dove oggi l’inglese è la seconda lingua, è la fonte principale di nuove parole

Il passante Nord

L’Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Sabato 30 Maggio 2009 CRONACA Pagina 9

IL PASSANTE NORD. La Giunta delibera: il progetto dovrà essere rifatto con l’aggiunta di prescrizioni definite «vincolanti». Dichiarata la pubblica utilità dell’opera

Via libera al traforo delle Torricelle

La cordata veronese Technital scelta come soggetto promotore del project financing Corsi: «Lavori dalla fine del 2010 al 2013»

Via libera al traforo delle Torricelle e al passante nord. La Giunta, dopo settimane di discussioni, fra continui stop e ripartenze, ieri ha scelto il soggetto promotore del proyect financing: la cordata di imprenditori veronesi Technital. E contestualmente ha deliberato la pubblica utilità dell’opera. La Technital, che aveva ottenuto il punteggio più alto da una commissione di esperti, ora dovrà provvedere a una nuova stesura del progetto, con un nuovo piano finanziario e, soprattutto, con l’aggiunta delle prescrizioni decise dal Comune e che il sindaco Flavio Tosi definisce «vincolanti».
La prossima tappa sarà la messa a punto, entro la fine dell’anno, del bando di gara dal quale emergeranno le due ipotesi che poi si misureranno, nella fase successiva, con il pro motore. Il Consiglio comunale, intanto, dovrà approvare la variante urbanistica e dare il via alle procedure per la seconda gara. I lavori, assicura l’assessore alla mobilità Enrico Corsi, «potrebbero partire tra la fine del 2010 e gli inizi del 2011 e terminare tre anni dopo, come da previsioni». Tosi sottolinea che «le ditte avranno tutto l’interesse a far prest o per cominciare a incassare introiti dalla gestione».
Ad illustrare la decisione della Giunta, oltra al sindaco e a Corsi c’erano gli assessori a strade e giardini Paolo Tosato e all’urbanistica Vito Giacino e i presidenti di seconda e ottava circoscrizione, Alberto Bozza e Dino Andreoli. Alla conferenza stampa, stranamente, non hanno partecipato gli assessori targati An, i più attivi nelle ultime settimane a sollevare problematiche. «Ero impegnato in attività politiche e non sono stato avvisato in tempo», fa sapere l’assessore all’ecologia, Federico Sboarina. Il comunicato uffici! ale di Palazzo Barbieri, tuttavia, sottolinea l’«unanimità» della giunta. «La delibera approvata», assicura Tosi, «tiene conto di tutte le richieste in fatto di impatto ambientale e tutela della salute. Inoltre, l’opera ai veronesi non costerà un euro». Con le nuove condizioni, i costi previsti di circa 330 milioni di euro potrebbero però lievitare. Il sindaco, però, conferma l’interessamento di Autobrennero, mentre Corsi sottolinea che «il tratto tra Avesa, Quinzano e ponte Crencano sarà interrato e quindi tutelato dal punto di vista ambientale».
«Dopo due anni di confronto serrato», esclama Giacino, «siamo riusciti a definire un piano che, dal punto di vista dell’impatto ambientale nei quartieri, è il migliore possibile. E con i prossimi bandi di gara si potranno apportare ulteriori migliorie». Soddisfatti per aver sbloccato quella che definiscono l’opera più importante in 50 anni, gli amministratori ora annunciano una campagna informativa nei quartieri. «Molti di coloro che si dicono contrari si convinceranno della bontà dell’opera», affermano, E il referendum annunciato dal comitato anti-traforo? «Lo facciano pure», manda a dire Tosi, «il nostro l’abbiamo già vinto facendoci eleggere con un program ma che prevedeva il traforo».
Ma Sboarina mette i puntini sulle “i”: «È grazie alla componente di An nel Pdl che è stato perfezionato il perfezionabile sui temi ambientali, e anche la retromarcia sulle compensazioni urbanistiche è una nostra vittoria… da tre mesi in giunta c’è una dialettica accesa», ammette, «ma senza le nostre battaglie, tali prescrizioni non ci sarebbero». E.S.